La Via dell'Artista è, nella sua essenza, compatibile con la fede cattolica. Giulia Cameron non propone una dottrina religiosa: propone una pratica creativa che ci invita a confidare in una fonte più grande dell'ego. Un cattolico può leggere il suo "Creatore" come Dio, le pagine del mattino come preghiera scritta e la creatività come partecipazione all'atto creativo divino. Gli attriti sono nel linguaggio New Age, non nella sostanza.
È una delle domande che riceviamo di più dai lettori credenti: "Il libro parla di Dio costantemente, ma in un modo strano. Questo è compatibile con la mia fede cattolica o si insinuano qualcos'altro?". È una domanda legittima e merita una risposta onesta, senza edulcoranti in un senso o nell'altro.
La risposta breve è sì, è compatibile, ma con discernimento. La risposta lunga – che è quella che aiuta davvero – richiede di distinguere tre cose: cosa dice Cameron su Dio, dove questo va di pari passo con il cattolicesimo e dove è consigliabile fare attenzione.
Cosa dice Giulia Cameron di Dio
La prima cosa che sorprende un lettore cattolico è la frequenza con cui appare la parola Dio. La Via dell'Artista non è un libro neutrale o secolare sotto mentite spoglie: la spiritualità lo percorre dall'inizio alla fine. Cameron afferma senza mezzi termini che la creatività è un’esperienza spirituale e che per sbloccarla è necessaria una forma di fiducia che lei chiama apertamente fede.
Ora, il contenuto di quel Dio è deliberatamente ampio. Cameron scrive ispirandosi alla tradizione dei gruppi di recupero degli anni '80 e '90, dove si parlava di un "Potere Superiore" come lo intendevano tutti. Propone addirittura di leggere la parola DIO come acronimo in inglese —Buona direzione ordinata, "buona direzione ordinata" - proprio affinché nessun lettore, a prescindere dalla fede o da nessuna, si senta espulso.
Per un cattolico questo ha una doppia lettura. Da un lato, tale vaghezza può essere insoddisfacente: il Dio della fede cattolica non è una “energia” astratta o una “direzione ordinata”, ma piuttosto un Dio personale, trinitario, che si è rivelato in Gesù Cristo. D’altra parte, quella stessa ampiezza lascia spazio. Cameron non chiude la porta al tuo Dio; Apre una porta generica che puoi attraversare con la tua.
"La creatività è la natura di Dio che scorre attraverso di noi."
Giulia Cameron, Il percorso dell'artistaDove il metodo stringe la mano alla fede cattolica
Ci sono più punti d'incontro di quanto un lettore sospettoso si aspetterebbe. Andiamo per parti.
Creatività come partecipazione all'opera del Creatore
L'intuizione centrale di Cameron – che creare è connettersi con qualcosa di più grande di sé – ha radici profondamente cristiane. La tradizione cattolica insegna che Dio è Creatore e che gli esseri umani, fatti a sua immagine, sono anche creatori su piccola scala. Quando un cattolico dipinge, scrive, compone o cucina con amore, non sta semplicemente "esprimendo se stesso": sta prolungando, in modo umile, l'opera creativa di Dio.
San Giovanni Paolo II lo ha detto chiaramente nei suoi Lettera agli artisti 1999: l'artista, nel creare, imita Dio Creatore, e l'arte autentica è una via per accedere alla bellezza, che è uno dei nomi di Dio. Letto da lì, il progetto di Cameron – aiutare a recuperare la propria creatività bloccata – diventa quasi un'opera di misericordia verso se stessi.
Le pagine del mattino come preghiera scritta
Il secondo importante punto d'incontro è il pagine del mattino: tre pagine scritte a mano ogni mattina, senza filtro, riversando tutto ciò che mi viene in mente. Molti cattolici le vivono, infatti, come una forma di preghiera. È evidente il parallelismo con le tradizioni della spiritualità cristiana: l'esame di coscienza ignaziano, lo sfogo fiducioso dei Salmi, la preghiera di abbandono.
Non sostituiscono la Messa, i sacramenti o la preghiera liturgica; nessun metodo di auto-aiuto lo è. Ma possono essere un ottimo preludio. Svuotare sulla carta paure, rancori e gratitudine lascia il cuore più pulito e disponibile all’incontro con Dio. Più di un lettore ci ha detto che le loro pagine mattutine finiscono naturalmente per andare alla deriva verso: "Signore, aiutami in questo".
Fiducia e abbandono
Cameron insiste nel lasciare andare il controllo, nel confidare che se fai la tua parte (presenti ogni giorno) "l'universo" fa la sua parte. Tradotto in lingua cattolica, questo è semplicemente il Provvidenza e l'abbandono alla volontà di Dio. L’idea che non sei solo nel tuo sforzo creativo, che ci sia una grazia che ti sostiene, è l’aspetto più cattolico del libro, anche se Cameron lo veste con abiti New Age.
Dove stare attenti
Sarebbe disonesto dipingere il metodo come un manuale cristiano nascosto. Non lo è. Ci sono attriti reali che un lettore cattolico fa bene a riconoscere.
Il vocabolario generico. Cameron usa spesso termini come "universo", "energia", "sincronicità" o "flusso" che provengono dalla diffusa spiritualità del suo tempo. Un cattolico dovrebbe leggerli come metafore, non come teologia. "L'universo cospira in tuo favore" non è un'affermazione sulla struttura del cosmo; È un modo letterario di parlare di fiducia. Prenderlo alla lettera significherebbe confondere la poesia motivazionale con la dottrina.
Il rischio di rendere la creatività un assoluto. In alcuni passaggi il libro può dare l'impressione che la realizzazione creativa sia lo scopo ultimo della vita. Per la fede cattolica il dono creativo è prezioso ma non è il destino ultimo: punta oltre sé stessi, verso Dio e verso il servizio agli altri. Mantenere questa gerarchia evita di trasformare il “sé artista” in un piccolo idolo.
Una spiritualità egocentrica. Gran parte dell’auto-aiuto contemporaneo ruota attorno alla “tua” crescita, alla “tua” verità, al “tuo” percorso. Il cristianesimo bilancia questo con la dimensione comunitaria e con la croce: non tutto fiorisce, c'è anche abbandono e rinuncia. Il metodo di Cameron è individuale per natura; Il cattolico l'arricchisce inserendolo in una vita che è anche sacramentale e comunitaria.
Come abitare il metodo a partire dalla tua fede
Dove Cameron dice "l'universo cospira", legge "Provvidenza". Dove dice "energia creativa", pensa ai doni dello Spirito Santo. Inizia le pagine del mattino con una breve invocazione se può essere d'aiuto, oppure concludile con un ringraziamento. Proponete il vostro appuntamento con l'artista come momento per contemplare la bellezza creata.
Adattare il vocabolario non tradisce il metodo: lo radica nella propria tradizione. La Via dell'Artista è una pratica, non un credo, ed è per questo che può essere vissuta con fede senza forzare nulla.
Il verdetto onesto
La Via dell'Artista non è un libro cattolico, ma non è nemmeno un cavallo di Troia. È un metodo di pratica creativa scritto da una donna dalla spiritualità sincera e un po' eclettica, che lascia volutamente aperto lo spazio "Dio" affinché ogni lettore possa riempirlo con il proprio. Un cattolico può entrare in quello spazio con la sua fede intatta, leggere “Creatore” con la maiuscola Creatore ed emergere con una vita creativa più libera e, possibilmente, con una preghiera più vivace.
Se ti preoccupa la lingua, non sei solo: abbiamo scritto anche su come si vive il metodo dal Buddismo y dall'ateismo, perché la domanda "questo si adatta a ciò in cui credo?" È una delle cose più salutari che puoi fare. La creatività, ha detto Cameron, è un atto di fede. Per un cattolico quella frase non è un ostacolo. È quasi un invito a casa.