Tara Brach è una psicologa clinica americana e insegnante di meditazione, autrice di accettazione radicale (2003) e ideatore del metodo PIOVERE (Riconoscere, Consentire, Investigare, Coltivare). Applicato alla creatività, il suo insegnamento di accettare le emozioni senza giudicarle disarma il critico interiore – quello che Giulia Cameron chiama il censore – e libera il blocco creativo. Si abbina molto bene con le pagine del mattino.
Chi è Tara Brach?
Tara Brach è una psicologa clinica e una delle insegnanti di meditazione consapevolezza più conosciuto nel mondo anglofono. Ha fondato la Insight Meditation Community di Washington e i suoi discorsi e le meditazioni guidate vengono scaricati milioni di volte. il tuo libro accettazione radicale (2003) è diventato un classico della psicologia contemplativa, ed è famoso per aver diffuso e sviluppato uno strumento pratico chiamato PIOVERE.
L'idea centrale di Brach è semplice da enunciare e difficile da vivere: Gran parte della nostra sofferenza non deriva da ciò che ci accade, ma dalla guerra che intraprendiamo contro ciò che sentiamo.. Ci giudichiamo perché siamo tristi, perché abbiamo paura, perché ci sentiamo insicuri. E quel secondo giudizio – la critica all’emozione – di solito fa più male dell’emozione originale. L’accettazione radicale propone qualcos’altro: smettere di combattere e, invece, abbracciare ciò che è.
Il critico interiore: il grande nemico dei creativi
Chiunque abbia provato a creare qualcosa conosce quella voce. Quello che appare non appena prendi in mano la penna, il pennello o la chitarra: "questo è terribile", "non hai talento", "è già stato fatto mille volte meglio", "a chi crederai". Giulia Cameron l'ha battezzata con un nome che ci aiuta a vederla per quello che è: il censore. Non è la verità sul tuo lavoro; È un meccanismo di difesa spaventoso che confonde “questo è spaventoso” con “questo è sbagliato”.
Il problema è che la solita strategia contro la censura non funziona. Cercare di costringerlo a tacere, a discutere con lui o, peggio, a credergli, non fa altro che rinforzarlo. Più combatti l’autocritica, più forte urla. È qui che l'accettazione radicale di Tara Brach offre una via d'uscita che si adatta perfettamente al metodo di Cameron.
"Il momento in cui smettiamo di combattere la nostra esperienza è il momento in cui iniziamo a guarire."
Tara Brach, parafrasato da Radical AcceptanceIl metodo PIOVERE applicato al blocco creativo
PIOVERE è la sigla in inglese di quattro passaggi. Ecco come si traducono in un momento di blocco creativo o di autocritica:
Renditi conto di ciò che sta accadendo
Invece di lasciarti prendere dalla voce del critico, fai un passo indietro e digli: "ah, è comparso il censore", "Ho paura che sia brutto". Riconoscere l'emozione già spezza parte del suo potere, perché vai da Essere la paura di avviso la paura.
Lascia che sia lì senza combattere
Non cercare di espellere l'autocritica o convincerti che non dovresti sentirla. Permettigli di esEsserelo. Paradossalmente, quando smetti di resistere alla paura di creare il male, quella paura smette di bloccarti. È esattamente l'atteggiamento che Cameron richiede nelle pagine del mattino: scrivere anche se la voce dice che è spazzatura.
Guarda da dove viene con curiosità
Chiediti gentilmente: di cosa ha veramente paura questa voce? Quasi sempre, sotto il “non vali” si nasconde un'antica paura di esEsseree giudicati, di non esEsseree abbastanza, di esporsi. Vederlo con curiosità invece che con vergogna lo spegne.
Trattati con la compassione che daresti a un amico.
Il passo decisivo. Invece di rimproverarti perché ti senti bloccato, offriti gentilezza: "è normale avere paura quando creo, va bene, posso ancora continuare". Quella auto-compassione è proprio ciò che Cameron chiede quando parla di coltivare il "bambino artista" dentro di noi.
Perché questo è puro Sentiero dell'Artista
Giulia Cameron ha costruito il suo metodo su un’intuizione che la psicologia ha poi confermato: Non dovremmo pretendere di più dai creativi bloccati, dovremmo trattarli con più cura. Parla di “recupero creativo” usando volutamente il linguaggio del recupero emotivo, perché ha capito che bloccarsi non è quasi mai pigrizia: è paura ricoperta di autocritica.
Le pagine del mattino sono, nella loro essenza, un eEsserecizio di accettazione radicale fatto con una penna. Ti siedi e scrivi qualunque cosa venga fuori - inclusa tutta l'autocritica, tutto il "non ne vale la pena" - senza litigare, senza correggere, senza giudicare. Pagina dopo pagina, il censore perde forza, non perché lo sconfiggi, ma perché smetti di combatterlo e continui a creare al suo fianco. Tara Brach lo formula dalla meditazione; Cameron lo formula scrivendo. È lo stesso movimento interno.
Una pratica combinata che funziona
Se l’autocritica è il tuo più grande ostacolo creativo – e per molte persone lo è – prova questa combinazione per una settimana. Prima delle pagine del mattino, dedica due minuti a PIOVERE: riconosci come ti senti, permettilo, indagalo con curiosità e offriti una frase gentile. Poi scrivi le tue tre pagine, lasciando che il censore dica quello che vuole su di esse. Stai utilizzando due strumenti che puntano allo stesso posto: creare dall'accettazione invece che dalla lotta.
Se la sindrome dell'impostore fa per te, la tratteremo in dettaglio in Questo articolo. E se il blocco è forte, eccoli qui strategie concrete per superarlo.
L’autocommiEssereazione non ti rende conformista
C’è una paura diffusa tra le persone creative: che trattarsi a vicenda con gentilezza li renderà morbidi, pigri o conformisti. "Se smetto di pretendere e criticare me stesso, non smetterò di migliorare?" La risposta di Tara Brach, supportata dalla ricerca psicologica, è esattamente l'opposto: l’autocritica dura non migliora la prestazione, la paralizza. La paura di fallire ti blocca, mentre l’autocommiEssereazione libera l’energia per riprovare dopo un errore.
Giulia Cameron è arrivata alla stessa conclusione osEsserevando per decenni gli artisti bloccati. Coloro che furono trattati duramente furono abbandonati; coloro che hanno imparato a prendersi cura del proprio “artista interiore” hanno continuato a creare. L’auto-gentilezza non è il contrario dell’eccellenza: lo è la condizione che lo renda sostenibile nel tempo. Accettare le proprie emozioni, come insegna Brach, non significa arrendersi; Significa smettere di sprecare energia combattendo te stesso per poterla spendere creando.
Come disarmare il tuo critico questa settimana
- Dai un nome alla voce. Quando appare l'autocritica, riconoscila: "ciao, censura". Dargli un nome ti separa da esso.
- Non combattere, permetti. Lascia che la paura di creare il male sia presente e credi comunque. Resistergli lo rende più grande; permettendolo lo rimpicciolisce.
- Parla con te stesso come un amico. Sostituisci "questa è una sciocchezza" con "è normale avere paura, continuiamo". L’autocommiEssereazione è carburante creativo, non debolezza.