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Appuntamento con l'artista per tornare bambini: il permesso di tornare a giocare

L'appuntamento con l'artista per sentirsi di nuovo bambini consiste nel ritornare, per un paio d'ore, al gioco libero dell'infanzia: dondolarsi, mangiare il gelato senza sensi di colpa, comprare un fumetto, calpestare le pozzanghere. Giulia Cameron parla del "bambino artista" che è in noi. Questa citazione lo nutre direttamente, nella sua lingua: quella del gioco.

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RIGIOCARE Il permesso di sentirsi di nuovo bambini

L'appuntamento con l'artista per sentirsi di nuovo bambini consiste nel ritornare, per un paio d'ore, al gioco libero dell'infanzia: dondolarsi, mangiare il gelato senza sensi di colpa, comprare un fumetto, calpestare le pozzanghere. Giulia Cameron parla del "bambino artista" che è in ognuno di noi. Questa citazione lo nutre nella sua lingua, quella del gioco senza scopo.

L'artista bambino che abbiamo smesso di ascoltare

Cameron utilizza un'immagine che entra in risonanza immediata con molte persone: dentro ogni persona vive un "bambino artista", quella parte spontanea, curiosa e giocosa che da bambini indirizzava la nostra creatività. Quel bambino non disegnava per vendere il disegno né cantava per piacere. Giocava solo perché, e tutto nasceva dal giocare senza scopo.

Crescendo impariamo a reprimerlo. Ci insegnano che giocare è cosa da bambini, che bisogna essere produttivi, che l'arte ha valore solo se è buona. L'artista bambino non scompare, ma resta in silenzio. E con esso si spegne buona parte della nostra capacità di creare liberamente, perché cominciamo a fare le cose per il risultato e con paura del giudizio.

Questa citazione è un atto diretto di riconnessione. Invece di lavorare sulla creatività partendo dalla teoria, la riattivi alla fonte: fare, per un po’, esattamente quello che ha fatto quel bambino. Non è una deviazione sentimentale. Andrà alla radice.

Perché il gioco libero sblocca la creatività

Il gioco dei bambini ha una caratteristica che la creatività adulta solitamente perde: non cerca risultati. Il bambino che costruisce un castello di sabbia non pensa se sarà bello o se qualcuno lo approverà. Goditi il ​​processo e, se un'onda la distrugge, costruiscine un'altra. Quel rapporto con il fare – senza attaccamento al risultato, senza paura di fallire – è proprio lo stato mentale da cui scaturisce la creatività più fertile.

Quando un adulto torna a giocare, anche se sta dondolando in un parco vuoto, riacquista per un po’ quello stato. E non è solo nostalgia: liberandosi dalla richiesta di risultati, la mente si rilassa, l'autocensura diminuisce e le idee fluiscono più liberamente. Molti artisti descrivono che i loro blocchi si sono sciolti non più lavorando, ma giocando: disegnando scarabocchi senza senso, cantando in modo terribile, comportandosi in modo sciocco. Il gioco riporta la creatività alla sua temperatura naturale.

Idee per il tuo appuntamento risale all'infanzia

Altalene e scivolo. Vai in un parco giochi, preferibilmente in un momento tranquillo, e fai swing davvero, con la voglia di andare in alto. La sensazione fisica è la stessa di quando aveva sette anni.

Gelato senza sensi di colpa. Il sapore che sceglievi da bambino, in un cono, mangiato lentamente, seduto su un marciapiede guardando la strada.

Un fumetto o un fumetto. Entra in una fumetteria o in una libreria e acquista il fumetto che stai divorando. Leggilo tutto d'un fiato.

Bolle di sapone. Compra una bottiglia di bollicine per un paio di euro e falle in un parco o sul tuo balcone. È impossibile non sorridere.

Plastilina o colori con le dita. Materiali infantili, senza alcuna intenzione di realizzare qualcosa di carino. Solo il piacere della texture.

Salta pozzanghere. Una giornata piovosa, con gli stivali ai piedi e il passo nelle pozzanghere di proposito, come quando non ti importava di bagnarti.

Fai volare un aquilone. Un parco aperto, un po' di vento e quel mix di concentrazione e risate quando finalmente si alza.

Cartone animato. Guarda quella serie che guardavi da bambino, in pigiama, con la colazione che facevi allora.

Permesso: come superare la vergogna

La resistenza più comune a questa citazione è la modestia. "Cosa penseranno se mi vedranno oscillare?" Quella paura del ridicolo è, né più né meno, una delle catene che tengono bloccato l’artista adulto. La stessa vergogna che ti impedisce di oscillare è ciò che ti impedisce di mostrare il tuo lavoro o provare qualcosa di nuovo.

Ci sono due modi per superare quella barriera. Il primo è farlo da soli e in un momento tranquillo, senza pubblico. Senza testimoni, il pudore si riduce notevolmente e il gioco diventa onesto. La seconda è accettare che il ridicolo, se appare, dura i primi due minuti. Poi arriva il divertimento e ti dimentichi che chiunque potrebbe guardare. Quasi nessuno guarda, e chi guarda è invidioso.

Datti il ​​permesso in modo esplicito. Se necessario, dillo ad alta voce: "Per le prossime due ore ho il permesso di giocare come un bambino". Quel permesso è a metà strada.

Giocare non è perdere tempo

Viviamo in una cultura che misura il valore delle ore in base alla loro produttività, ed è per questo che giocare da adulti sembra quasi una trasgressione. Ma il gioco non è il contrario del lavoro creativo: ne è il fondamento. Gli adulti che conservano la capacità di giocare sono solitamente anche i più creativi, perché non si staccano mai dalla primavera.

Questa citazione si collega particolarmente bene con il lavoro di recuperare la creatività da adulto, e se hai figli, puoi abbinarlo alle idee di citazioni dell'artista con bambini piccoli —anche se è consigliabile riservare un po' di tempo solo per il proprio gioco. Per portare ulteriormente la riscoperta sensoriale, il citazione sui cinque sensi È un complemento naturale.

Tornare bambino per un paio d'ore. Non per sfuggire alla tua vita adulta, ma per ricordare da dove veniva la tua creatività prima che imparassi ad avere paura. Quel bambino è ancora lì, aspettando che tu gli dia il permesso di uscire e giocare.

Le domande più frequenti sull'appuntamento per sentirsi di nuovo bambini

Perché il ritorno all’infanzia aiuta la creatività?

Perché la creatività nasce dal gioco, e da bambini giocavamo senza cercare risultati né temere il ridicolo. Giulia Cameron chiama 'bambino artista' quella parte spontanea che l'adulto reprime. Il recupero del gioco libero riattiva la creatività dalla sua fonte originaria, prima dell'autocensura.

Non è ridicolo per un adulto dondolarsi?

Quella modestia è esattamente ciò che la citazione cerca di dissolvere. La vergogna di suonare è una delle catene che bloccano l'artista adulto. Farlo da soli, senza pubblico, toglie la pressione. E molte volte il ridicolo dura i primi due minuti; poi arriva il puro divertimento.

Quali attività contano per questo appuntamento?

Tutto quello che facevi da bambino per puro piacere: altalene, scivolo, gelato, fumetti, bolle di sapone, plastilina, saltare nelle pozzanghere, far volare un aquilone, collezionare figurine, guardare cartoni animati. Qualunque cosa ti faccia sorridere senza cercare l'utilità.

Deve essere solo?

Il classico appuntamento con l'artista è in solitaria, e per questa versione aiuta soprattutto: senza testimoni, il pudore si riduce e il gioco diventa più onesto. Se porti dei bambini potrai divertirti con loro, ma anche riservarti un po' di tempo da solo per il tuo gioco.

Questo aiuta se non mi considero mai creativo?

Sì, precisamente. Non devi essere un artista per avere un bambino interiore che vuole giocare. Questa nomina non produce opere; si riconnette con la capacità di godere senza scopo, che è alla base di ogni creatività e di un grande benessere.

Quanto spesso dovrebbe essere fatto?

Non esiste una frequenza fissa. Può essere un appuntamento speciale in cui ti senti rigido, esausto o troppo serio. Se noti che è da un po' che non giochi o ridi senza motivo, probabilmente è giunto il momento.

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Fonti

Questo articolo sviluppa lo strumento dell'appuntamento con l'artista e il concetto di 'artista bambino' di Giulia Cameron (The Artist's Way, 1992). Le idee di gioco sono suggerimenti illustrativi per riconnettersi con la creatività, non una prescrizione clinica.